Lettori fissi

21 ottobre 2012

GUIDA: L'illuminazione all'interno dell'acquario

 
Illuminazione

L’illuminazione dell’acquario è importante ai fini estetici, ma indispensabile per permettere la crescita delle piante. Le lampade migliori, come resa e costo, sono quelle al neon, però ci sono anche altri tipi di illuminazione, come quella a led o con  neon a led, etc. Generlmente i neon sono duraturi, non emettono troppo calore e fanno risaltare i colori naturali di pesci e piante. Vanno sostituiti ogni 6-8 mesi perché, pur continuando ad emettere luce, perdono parte dello spettro luminoso.
 
Il colore dominante della luce emessa e' detta tonalita' della luce.
Se il colore dominante della luce tende al rosso si dice che la luce emessa ha una tonalita' calda (Warm); se il colore dominante della luce tende al blu si dice che la luce emessa ha una tonalita' fredda (Cool).
Normalmente si definisce la tonalita' della luce come temperatura di colore che viene espressa in Gradi Kelvin (sulle lampadine e sulle confezioni e’ rappresentato da un numero subito seguito dalla lettera K).
Bassi valori della temperatura di colore corrispondono a tonalita' calde (Warm).
Alti valori della temperatura di colore corrispondono a tonalita' fredde (Cool).

Scala temperatura di colore

Ad esempio una luce bianca calda (Warm) per interni si aggira tra i 3.000° K e i 3.500° K;
una luce bianca fredda (Cool) per grandi magazzini si aggira dai 4.000° K in su;
la luce diurna del sole (Sunlight) supera i 5.000° K.
Temperatura di colore e' un termine usato in illuminotecnica per quantificare la tonalita' della luce.
Una temperatura bassa (intorno ai 2000° K) corrisponde ad un colore giallo-arancio.
Scendendo si passa al rosso ed all'infrarosso, non piu' visibile.
Salendo di temperatura la luce si fa prima piu' bianca, quindi azzurra, violetta ed ultravioletta.
E’ da sottolineare che quando comunemente si dice che una luce e' calda, in realta' questa corrisponde ad una temperatura di colore bassa e quindi emessa in realta' da un corpo piu' freddo, viceversa un temperatura maggiore produce una luce definita comunemente fredda e quindi emessa in realta’ da un corpo piu’ caldo.
Qui di seguito sono riportate le temperature di colore di alcune sorgenti di luce comuni.
Luce solare a mezzogiorno: 5.400 K
Luce del cielo: da 10.000 a 18.000 K
Lampada Photoflood da 500 W per uso fotografico: 3.400 K
Lampada da 100 W per uso generale: 2.900 K
Lampada da 40 W per uso generale: 2.650 K
Vediamo ora nel pratico quello che possiamo incontrare scritto sulle confezioni delle lampadine relativamente alla tonalita' dei colori della luce emessa.
Qui di seguito si riporta lo schema dei termini italiano-inglesi, dei gradi Kelvin corrispondenti e dei relativi colori della luce emessa:
La luce calda (Warm) va da 0° K ai 3.500° K con una luce emessa di un colore che spazia dal rossiccio, al giallo-arancio al bianco (red-yellow/orangish-white color appearance) a seconda che i gradi Kelvin siano rispettivamente piu' vicini allo zero o ai 3.500° K.
In questa fascia le gradazioni tipiche che si trovano sono:
3.000° K la vera luce calda e bianco caldo (Warm e Warm White) equivalente alla luce delle normali lampade ad incandescenza ma di solito di colore leggermente piu' tendente ad un arancio (orange) o rosa-arancio (pink-orange) e meno al giallo (yellow) proprio delle stesse lampade ad incandescenza.
3.500° K un colore piu' bianco ma ancora caldo (a whiter warm color) a meta' strada nella gamma dei bianchi (che occupano una posizione tra i 3.000° K e i 4.100° K).
La luce neutra (Neutral) va dai 3.500° K ai 4.000° K con una luce emessa di un colore tendente al bianco (white color appearance).
La luce fredda (Cool) va dai 3.600° K ai 6.500° K con una luce emmessa di un colore tendente al bluastro-bianco (bluish-white color appearance).
In questa fascia le gradazioni tipiche che si trovano sono:
4.100° K piano bianco e bianco freddo (Plain White e Cool White). In pratica il colore medio della luce del sole (average sunlight).
5.000° K ghiaccio freddo puro bianco (Icy Cold pure white). Un colore come la luce del sole tropicale a mezzogiorno (noontime tropical sunlight); qualche volta leggermente bluastro (slightly bluish).
6.500° K bianco bluastro e luce del giorno (Bluish White e Daylight).

In acquariofilia, di solito, si usano neon con gradazione che va dai 4200 ai 8000 °K circa, per vari aspetti, ad esempio abbinando due neon uno da 4200°K e uno da 6700 °K si ha uno spettro luminoso completo e non si formano alghe indesiderate. Neon con una gradazione oltre i 10000 °K non vengono utilizzati perchè favoriscono lo sviluppo di alghe, anche se ci sono acquari in ciu ci sono questi neon e non ci sono affatto problemi di alghe, ma questi casi sono rari.
Se si hanno a disposizione più neon si possono abbinare le gradazioni, di modo da avere uno spettro di luce completo.

Inoltre eiste un modo per calcolare quanti Watt si hanno a disposizione per ogni litro di acqua:
 
watt totali:litraggio netto=watt/litro
 
Ogni specie di pianta  ha bisogno di determinate caratteristiche di illuminazione, c'è quella che ha bisogno di un wattaggio maggiore, quella che ne ha bisogno di uno inferiore.
L'illuminazione può essere:
Molto bassa: >0.25 watt/litro
Bassa: >0.35 watt/litro
Media:>0.50 watt/litro
Alta: >0.80 watt/litro
Molto alta: >1
 
Ogni pianta ha bisogno di un certo wattaggio/litro, nella tabella qua sotto sono indicate le piante con i rispettivi fabbisogni:
 
molto bassa (>0.25 W/L) bassa (>0.33 W/L) media (> 0.50 W/L)  AlTa (>0.80 W/L) molto alta (> 1 W/L)
Alternanthera reineckii "roseafolia" Alternanthera reineckii "roseafolia"
Alternanthera reineckii "lilacina"
Alternanthera reineckii "roseafolia"
Alternanthera reineckii "lilacina"
Anubias barteri var. angustifolia ("afzelii")
Anubias barteri var. barteri
Anubias barteri var. nana
Anubias heterophylla
Anubias barteri var. angustifolia ("afzelii")
Anubias barteri var. barteri
Anubias barteri var. nana
Anubias heterophylla
Anubias barteri "coffeefolia"
Anubias barteri var. caladiifolia "1705'
Anubias barteri var. angustifolia ("afzelii")
Anubias barteri var. barteri
Anubias barteri var. nana
Anubias heterophylla
Anubias barteri "coffeefolia"
Anubias barteri var. caladiifolia "1705'
Anubias barteri var. angustifolia ("afzelii")


Anubias heterophylla
Anubias barteri "coffeefolia"
Anubias barteri var. caladiifolia "1705"
Aponogeton boivinianus
Aponogeton crispus
Aponogeton longiplumulosus
Aponogeton madagascariensis
Aponogeton ulvaceus
Aponogeton boivinianus
Aponogeton crispus
Aponogeton longiplumulosus
Aponogeton madagascariensis
Aponogeton ulvaceus
Aponogeton rigidifolius
Aponogeton boivinianus
Aponogeton crispus
Aponogeton longiplumulosus
Aponogeton madagascariensis
Aponogeton ulvaceus
Aponogeton rigidifolius
Azolla caroliniana Azolla caroliniana Azolla caroliniana
Bacopa caroliniana
Bacopa monnieri
Bacopa caroliniana
Bacopa monnieri
Bacopa caroliniana
Bacopa monnieri
Barclaya longifolia Barclaya longifolia Barclaya longifolia
Blyxa japonica Blyxa japonica Blyxa japonica
Bolbitis heudelotii Bolbitis heudelotii Bolbitis heudelotii Bolbitis heudelotii
Cabomba caroliniana Cabomba caroliniana
Cabomba furcáta
Cabomba caroliniana
Cabomba furcáta
Cardamine lyrata Cardamine lyrata Cardamine lyrata
Ceratophyllum demersum Ceratophyllum demersum Ceratophyllum demersum Ceratophyllum demersum Ceratophyllum demersum
Ceratopteris cornuta Ceratopteris cornuta
Ceratopteris thalictroides
Ceratopteris cornuta
Ceratopteris thalictroides
Crinum natans Crinum natans
Crinum thaianum
Crinum natans
Crinum thaianum
Crinum calamistratum
Crinum natans
Crinum thaianum
Crinum calamistratum
Cryptocoryne beckettii
Cryptocoryne wendtii "green"
Cryptocoryne beckettii
Cryptocoryne wendtii "green"
Cryptocoryne beckettii "petchii"
Cryptocoryne crispatula var. balansae
Cryptocoryne pontederiifolia
Cryptocoryne undulata
Cryptocoryne undulata "broad leaves"
Cryptocoryne walkeri (lutea)
Cryptocoryne wendtii "brown"
Cryptocoryne wendtii 'Mi Oya'
Cryptocoryne wendtii 'Tropica'
Cryptocoryne x willisii
Cryptocoryne x willisii "lucens"
Cryptocoryne beckettii
Cryptocoryne wendtii "green"
Cryptocoryne beckettii "petchii"
Cryptocoryne crispatula var. balansae
Cryptocoryne pontederiifolia
Cryptocoryne undulata
Cryptocoryne undulata "broad leaves"
Cryptocoryne walkeri (lutea)
Cryptocoryne wendtii "brown"
Cryptocoryne wendtii 'Mi Oya'
Cryptocoryne wendtii 'Tropica'
Cryptocoryne x willisii
Cryptocoryne x willisii "lucens"
Cryptocoryne albida
Cryptocoryne parva
Cryptocoryne beckettii
Cryptocoryne wendtii "green"
Cryptocoryne beckettii "petchii"
Cryptocoryne crispatula var. balansae
Cryptocoryne pontederiifolia
Cryptocoryne undulata
Cryptocoryne undulata "broad leaves"
Cryptocoryne walkeri (lutea)
Cryptocoryne wendtii "brown"
Cryptocoryne wendtii 'Mi Oya'
Cryptocoryne wendtii 'Tropica'
Cryptocoryne x willisii
Cryptocoryne x willisii "lucens"
Cryptocoryne albida
Cryptocoryne parva



Cryptocoryne crispatula var. balansae

Cryptocoryne undulata
Cryptocoryne undulata "broad leaves"



Cryptocoryne wendtii 'Tropica'
Cryptocoryne x willisii
Cryptocoryne x willisii "lucens"
Cryptocoryne albida
Cryptocoryne parva
Cyperus alternifolius
Cyperus helferi
Cyperus alternifolius
Cyperus helferi
Cyperus alternifolius
Cyperus helferi
Didiplis diandra Didiplis diandra Didiplis diandra
Echinodorus 'Ozelot'
Echinodorus 'Ozelot' green
Echinodorus bleheri
Echinodorus parviflorus 'Tropica'
Echinodorus "peruensis"
Echinodorus 'Ozelot'
Echinodorus 'Ozelot' green
Echinodorus bleheri
Echinodorus parviflorus 'Tropica'
Echinodorus "peruensis"
Echinodorus 'Rosé'
Echinodorus 'Rubin'
Echinodorus 'Rubin' narrow leaves
Echinodorus cordifolius "Ovalis"
Echinodorus cordifolius 'Tropica Marble Queen'
Echinodorus grandiflorus
Echinodorus macrophyllus
Echinodorus martii (maior)
Echinodorus osiris
Echinodorus palaefolius var. latifolius
Echinodorus quadricostatus "magdalenensis"
Echinodorus schlueteri
Echinodorus tenellus
Echinodorus uruguayensis
Echinodorus x barthii
Echinodorus 'Ozelot'
Echinodorus 'Ozelot' green
Echinodorus bleheri
Echinodorus parviflorus 'Tropica'
Echinodorus "peruensis"
Echinodorus 'Rosé'
Echinodorus 'Rubin'
Echinodorus 'Rubin' narrow leaves
Echinodorus cordifolius "Ovalis"
Echinodorus cordifolius 'Tropica Marble Queen'
Echinodorus grandiflorus
Echinodorus macrophyllus
Echinodorus martii (maior)
Echinodorus osiris
Echinodorus palaefolius var. latifolius
Echinodorus quadricostatus "magdalenensis"
Echinodorus schlueteri
Echinodorus tenellus
Echinodorus uruguayensis
Echinodorus x barthii
Echinodorus grandiflorus ssp. aureus
Echinodorus 'Oriental'
Echinodorus schlueteri 'Leopard'
Echinodorus subalatus
Echinodorus 'Ozelot'
Echinodorus 'Ozelot' green
Echinodorus bleheri
Echinodorus parviflorus 'Tropica'
Echinodorus "peruensis"

Echinodorus 'Rubin'
Echinodorus 'Rubin' narrow leaves
Echinodorus cordifolius "Ovalis"
Echinodorus cordifolius 'Tropica Marble Queen'
Echinodorus grandiflorus
Echinodorus macrophyllus
Echinodorus martii (maior)
Echinodorus osiris
Echinodorus palaefolius var. latifolius
Echinodorus quadricostatus "magdalenensis"
Echinodorus schlueteri
Echinodorus tenellus
Echinodorus uruguayensis
Echinodorus x barthii
Echinodorus grandiflorus ssp. aureus
Echinodorus 'Oriental'
Echinodorus schlueteri 'Leopard'
Echinodorus subalatus
Egeria densa Egeria densa Egeria densa
Eichhornia crassipes
Eichhornia diversifolia
Eichhornia crassipes
Eichhornia diversifolia
Eusteralis stellata (Pogostemon stellata) Eusteralis stellata (Pogostemon stellata)
Eleocharis acicularis Eleocharis acicularis Eleocharis acicularis
Glossostigma elatinoides Glossostigma elatinoides
Gymnocoronis spilanthoides Gymnocoronis spilanthoides Gymnocoronis spilanthoides
Hemianthus callitrichoides
Hemianthus micranthemoides
Hemianthus callitrichoides
Hemianthus micranthemoides
Hemianthus callitrichoides
Hemianthus micranthemoides
Heteranthera zosterifolia Heteranthera zosterifolia
Hottonia palustris Hottonia palustris
Hydrocotyle leucocephala Hydrocotyle leucocephala Hydrocotyle leucocephala
Hydrocotyle sibthorpioides (maritima)
Hydrocotyle verticillata
Hydrocotyle leucocephala
Hydrocotyle sibthorpioides (maritima)
Hydrocotyle verticillata
Hygrophila corymbosa "Siamensis"
Hygrophila corymbosa "Siamensis 53B"
Hygrophila corymbosa "Siamensis"
Hygrophila corymbosa "Siamensis 53B"
Hygrophila corymbosa "angustifolia"
Hygrophila corymbosa "Stricta"
Hygrophila corymbosa "Siamensis"
Hygrophila corymbosa "Siamensis 53B"
Hygrophila corymbosa "angustifolia"
Hygrophila corymbosa "Stricta"
Hygrophila corymbosa "Aroma"
Hygrophila corymbosa "Siamensis"
Hygrophila corymbosa "Siamensis 53B"
Hygrophila corymbosa "angustifolia"
Hygrophila corymbosa "Stricta"
Hygrophila corymbosa "Aroma"
Hygrophila difformis Hygrophila difformis Hygrophila difformis
Hygrophila guianensis Hygrophila guianensis
Hygrophila polysperma
Hygrophila polysperma 'big leaf"
Hygrophila polysperma
Hygrophila polysperma 'big leaf"
Hygrophila polysperma
Hygrophila polysperma 'big leaf"
Hygrophila polysperma 'Rosanervig'
Hygrophila polysperma
Hygrophila polysperma 'big leaf"
Hygrophila polysperma 'Rosanervig'
Lilaeopsis mauritiana
Lilaeopsis novae-zealandiae
Lilaeopsis mauritiana
Lilaeopsis novae-zealandiae
Lilaeopsis brasiliensis
Lilaeopsis mauritiana
Lilaeopsis novae-zealandiae
Lilaeopsis brasiliensis
Limnobium laevigatum Limnobium laevigatum Limnobium laevigatum
Limnophila aquatica
Limnophila sessiliflora
Limnophila aquatica
Limnophila sessiliflora
Limnophilla aromatica
Limnophila aquatica
Limnophila sessiliflora
Limnophilla aromatica
Lobelia cardinalis Lobelia cardinalis Lobelia cardinalis
Ludwigia glandulosa ("perennis")
Ludwigia repens
Ludwigia spec. "Cuba"
Ludwigia glandulosa ("perennis")
Ludwigia repens
Ludwigia spec. "Cuba"
Ludwigia arcuata
Ludwigia helminthorrhiza
Ludwigia inclinata
Ludwigia glandulosa ("perennis")
Ludwigia repens
Ludwigia spec. "Cuba"
Ludwigia arcuata
Ludwigia helminthorrhiza
Ludwigia inclinata
Lysimachia nummularia 'Aurea' Lysimachia nummularia 'Aurea'
Micranthemum umbrosum Micranthemum umbrosum
Microsorum pt. "Philippine"
Microsorum pteropus
Microsorum pteropus 'Tropica'
Microsorum pteropus 'Windeløv'
Microsorum pt. "Philippine"
Microsorum pteropus
Microsorum pteropus 'Tropica'
Microsorum pteropus 'Windeløv'
Microsorum pt. "Philippine"
Microsorum pteropus
Microsorum pteropus 'Tropica'
Microsorum pteropus 'Windeløv'
Microsorum pt. "Philippine"
Microsorum pteropus
Microsorum pteropus 'Tropica'
Microsorum pteropus 'Windeløv'
Monosolenium tenerum ("Pellia") Monosolenium tenerum ("Pellia") Monosolenium tenerum ("Pellia") Monosolenium tenerum ("Pellia") Monosolenium tenerum ("Pellia")
Myriophyllum aquaticum (green) Myriophyllum aquaticum (green)
Myriophyllum tuberculatum (red)
Nesaea crassicaulis Nesaea crassicaulis
Nuphar japonica Nuphar japonica Nuphar japonica
Nymphaea lotus (zenkeri)
Nymphaea pubescens
Nymphaea lotus (zenkeri)
Nymphaea pubescens
Nymphaea lotus (zenkeri)
Nymphaea pubescens
Ottelia ulvifolia Ottelia ulvifolia
Phyllanthus fluitans Phyllanthus fluitans
Pistia stratiotes Pistia stratiotes
Polygonum spec. Polygonum spec. Polygonum spec.
Proserpinaca palustris Proserpinaca palustris Proserpinaca palustris
Ranunculus limosella Ranunculus limosella Ranunculus limosella
Riccia fluitans
Riccia species "Dwarf"
Riccia fluitans
Riccia species "Dwarf"
Riccia fluitans
Riccia species "Dwarf"
Riccia fluitans
Riccia species "Dwarf"
Rotala rotundifolia
Rotala wallichii
Rotala rotundifolia
Rotala wallichii
Rotala macrandra
Rotala spec. 'Green'
Rotala spec. "Nanjenshan" (Mayaca sellowiana)
Rotala rotundifolia
Rotala wallichii
Rotala macrandra
Rotala spec. 'Green'
Rotala spec. "Nanjenshan" (Mayaca sellowiana)
Sagittaria platyphylla
Sagittaria subulata
Sagittaria platyphylla
Sagittaria subulata
Sagittaria platyphylla
Sagittaria subulata
Sagittaria platyphylla
Sagittaria subulata
Salvinia cucullata Salvinia cucullata
Salvinia natans
Salvinia cucullata
Salvinia natans
Samolus valerandi Samolus valerandi
Shinnersia rivularis Shinnersia rivularis Shinnersia rivularis
Vallisneria americana (gigantea)
Vallisneria americana (natans)
Vallisneria spiralis "Tiger"
Vallisneria americana (gigantea)
Vallisneria americana (natans)
Vallisneria spiralis "Tiger"
Vallisneria americana var. biwaensis
Vallisneria americana (gigantea)
Vallisneria americana (natans)
Vallisneria spiralis "Tiger"
Vallisneria americana var. biwaensis
Vallisneria americana (gigantea)
Vallisneria americana (natans)
Vallisneria spiralis "Tiger"
Vallisneria americana var. biwaensis
Vesicularia dubyana Vesicularia dubyana Vesicularia dubyana Vesicularia dubyana Vesicularia dubyana
Zosterella dubia Zosterella dubia
 
 
 
 

GUIDA: Temperatura dell'acqua


Temperatura
 
I pesci sono animali ectotermi, vale a dire che non sono in grado di mantenere una determinata temperatura tramite le attività metaboliche, come fanno mammiferi e uccelli: la loro temperatura corporea è simile a quella dell’acqua in cui vivono. In genere ogni pesce necessita di uno specifico range di temperatura dell’acqua per poter svolgere in modo adeguato tutte le sue funzioni metaboliche. Questo range può essere molto ristretto (pesci stenotermici) come ad esempio i Discus, in cui è di 28-31°C, oppure molto ampio (pesci euritermici), anche di decine di gradi.
La temperatura dell’acqua influenza direttamente tutta l’attività metabolica, compreso il sistema immunitario. Ne consegue che se la temperatura dell’acqua è inadeguata per la specie, si verifica una maggior suscettibilità alle infezioni. Alcune malattie virali si verificano a specifiche temperature, e possono essere combattute abbassando o innalzando la temperatura dell’acqua.
I pesci d’acqua fredda, come le carpe koi e i pesci rossi, vanno tenuti a 17-21°C. In generale i pesci tropicali vanno mantenuti ad una temperatura di 23-26°C. A temperature troppo basse si verifica una diminuzione del metabolismo e un’alterazione del sistema immunitario, che predispone alle infezioni. Se la temperatura è troppo alta aumenta il metabolismo e il consumo di ossigeno. Poiché la solubilità dell’ossigeno (e quindi la sua disponibilità per i pesci) diminuisce all’aumentare della temperatura, se questa è troppo alta i pesci possono andare in carenza di ossigeno.
Le variazioni di temperatura devono sempre essere graduali. Una variazione di 5-6° richiede diverse ore. L’aggiunta di sale all’acqua aiuta i pesci ad adattarsi al cambio di temperatura.
Un aumento di temperatura a volte viene impiegato nel controllo dei parassiti esterni, poiché ne accelera il ciclo vitale aiutando quindi una loro più rapida eliminazione. Occorre però valutare gli effetti negativi quali minor disponibilità di ossigeno, aumento del tasso metabolico, ecc.).


Riscaldatori

Poiché i pesci tropicali richiedono temperature medie di 25°C, superiori a quella ambientale media di 18-21°C, è necessario inserire nella vasca un riscaldatore. Il riscaldatore è composto da un tubo di vetro a chiusura ermetica che contiene un elemento elettrico avvolto intorno a un nucleo di ceramica. In cima si trova una valvola per regolare la temperatura. L’apparecchio è dotato di termostato, in modo da mantenere costante la temperatura desiderata.
È consigliabile utilizzare due riscaldatori contemporaneamente, in modo che se uno si guasta l’altro è comunque in grado di mantenere l’acqua alla corretta temperatura evitando la morte dei pesci. Secondo la temperatura del locale in cui viene tenuta la vasca, sono necessari 1-2 watt di potenza per litro d’acqua. Il riscaldatore è un apparecchio importante e si deve acquistare un prodotto di elevata qualità.
 
Il riscaldatore non va rimosso della vasca prima di averlo scollegato dalla presa per almeno 20 minuti, e la prima volta che lo si inserisce in una vasca prima di metterlo in funzione lo si deve lasciare nell’acqua per almeno 20 minuti. Non si deve mai accendere il riscaldatore se non è immerso in acqua. Il riscaldatore va fissato alla parete dell’acquario tramite le apposite ventose. Alcuni produttori consigliano di applicarlo inclinato, in modo da riscaldare meglio l’acqua (in quanto il calore tende a salire verso l’alto). Si deve lasciare un piccolo spazio tra la parte inferiore del riscaldatore e il substrato per evitare che si surriscaldi. L’acqua deve potere fluire liberamente intorno al riscaldatore, senza essere ostacolata dalle decorazioni dell’acquario.
Se il riscaldatore non ha un termometro annesso, si deve applicarne alla vasca uno a parte. L’attento monitoraggio della temperatura è di importanza fondamentale per evitare gravi problemi nell’acquario.

19 ottobre 2012

GUIDA: Il filtro: il cuore dell'acquario


Filtrazione
 
La qualità dell’acqua è la caratteristica più importante per la salute dei pesci d’acquario. Circa l’80% delle malattie dei pesci sono causate da un’insufficiente qualità dell’acqua. I problemi possono derivare direttamente dalle condizioni dell’acqua (es. eccesso di ammoniaca, insufficiente ossigeno, troppo cloro) o indirettamente a causa dello stress cronico che determina immunodepressione, oppure favorendo la crescita di microrganismi opportunisti, quali batteri, protozoi e funghi.
Una cattiva qualità dell’acqua può essere secondaria a sovraffollamento, eccesso di cibo, inadeguato sistema di filtrazione.
L’impiego dei filtri è essenziale per mantenere la qualità dell’acqua; poiché l’acquario è un sistema chiuso, senza filtri l’acqua si saturerebbe ben presto di sostanze tossiche derivare dai prodotti del metabolismo dei pesci e dai residui di cibo putrefatti. I filtri assolvono diverse funzioni:

· favorire il ciclo dell’azoto (che rimuove ammoniaca e nitriti) fornendo un substrato ai batteri;

· rimuovere i detriti organici;

· aerare l’acqua creando un flusso d’acqua che fornisce ossigeno e aiuta l’eliminazione dell’anidride carbonica favorendo gli scambi gassosi sulla superficie dell’acqua.

Esistono molti tipi di filtri, che possiamo raggruppare in tre tipi: biologico, chimico e meccanico, che possono essere usati singolarmente o in associazione; inoltre uno stesso filtro può avere più funzioni. Il filtro biologico è indispensabile in tutti gli acquari; a questo possono essere affiancati gli altri, in base alla densità degli animali.
 

Filtro biologico

Il filtro biologico ha la funzione di fornire ai batteri nitrificanti acqua, ossigeno e soprattutto una superficie su cui aderire e moltiplicarsi. I batteri nitrificanti, diverse specie di batteri non patogeni, utilizzano l’ammoniaca prodotta dai pesci e la trasformano in nitriti. Altri tipi di batteri a loro volta trasformano i nitriti in nitrati, che hanno una bassa tossicità. Ammoniaca e nitriti sono invece sostanze tossiche che se si accumulano nell’acquario causano danni ai pesci. Il ruolo dei batteri nitrificanti è essenziale nell’acquario che senza il loro intervento non potrebbe sostenere la vita dei pesci. Questi batteri non riescono ad operare a valori di pH inferiori a 6 o superiori a 9 e sono inoltre sensibili ai trattamenti antibatterici eseguiti nella vasca.
Il potere di filtrazione del filtro biologico non è correlato alla sua dimensione, bensì alla superficie del mezzo filtrante su cui possono aderire i batteri. Esistono diversi tipi di filtri biologici, il più semplice dei quali è rappresentato da una spugna. Nei filtri annessi alla vasca si usano in genere cannolicchi di ceramica; in commercio si trovano anche cannolicchi ultra porosi, che però non sono indicanti nelle vasche con molte piante. I cannolicchi non vanno mai lavati per non eliminare i batteri.


Filtro meccanico

Il filtro meccanico ha la funzione di intrappolare, e quindi eliminare dall’acqua della vasca, i detriti organici; è utile soprattutto con pesci che sporcano molto, come i carrassidi. Può essere costituito da spugna, lana di perlon, schiuma sintetica, fibra di nylon o altri materiali. Funziona anche come filtro biologico grazie ai batteri che ne ricoprono la superficie. Ne esistono vari tipi secondo le dimensioni dell’acquario. Per le piccole vasche vi sono filtri a canestro contenenti una spugna, da inserire nell’acqua, mentre gli acquari più grandi sono dotati di uno scomparto adibito a contenere il sistema di filtrazione.
Un buon filtro ricicla il volume d’acqua dell’acquario almeno 8 volte all’ora. Nella confezione sono indicati i litri d’acqua che il filtro tratta per ora e le dimensioni della vasca per cui il filtro è ideato, e di solito il filtro va sovradimensionato alla vasca.
È necessario che questo tipo di filtro venga tenuto pulito, lavando o sostituendo il materiale filtrante, altrimenti blocca il flusso dell’acqua. La frequenza della pulizia dipende dalle dimensioni della vasca e da quantità e dimensioni di pesci e piante.


Filtro chimico

Il filtro chimico ha la funzione di adsorbire le sostanze tossiche e i minerali dissolti nell’acqua. È fatto di solito con granuli di carbone attivo contenuti in una rete a maglie fitte. Questo tipo di filtro ad un certo punto raggiunge il limite di capacità di assorbimento (secondo la densità dei pesci) e va sostituito, altrimenti inizia a rilasciare nell’acqua le sostanze assorbite, il che può causare la morte dei pesci. La sostituzione va in media effettuata una volta ogni 2-3 settimane. 



I filtri possono essere interni ed esterni e come suggerisce il nome possono essere sistemati dentro la vasca o esternamente. Devono essere posizionati in modo da essere facilmente accessibili per le periodiche operazioni di manutenzione.
A parte la collocazione, il principio del funzionamento è lo stesso: l’acqua entra nel filtro, attraversa la parte meccanica, quella chimica, quella biologica e infine rientra nella vasca. Il filtro è azionato da un motorino.
I filtri interni si impiegano negli acquari di piccole dimensioni. Contengono una spugna che agisce come substrato per i batteri del ciclo dell’azoto e che può essere facilmente rimossa per la manutenzione. Il motore del filtro è isolato ermeticamente per poter restare immerso nell’acqua e fa fissato saldamente con ventose alla parete dell’acquario. Il filtro non deve mai essere messo in funzione nella vasca vuota perché si danneggerebbe. Tra la base del filtro e il substrato della vasca ci deve essere dello spazio che permetta all’acqua di circolare liberamente. Poiché i vari modelli possono variare, prima di inserire il filtro occorre leggere con attenzione le istruzioni fornite dalla ditta.


GUIDA: Elementi di arredo di un acquario


Substrato

La scelta del substrato è importante quanto fornire l’acqua con le corrette caratteristiche. Alcuni materiali possono, infatti, alterare il pH e le durezze dell’acqua, quindi è importante controllare con il rivenditore di utilizzare il tipo giusto secondo la specie di pesci. Il comune ghiaino per acquari in genere non modifica i parametri ed è il materiale migliore per gli acquari d’acqua dolce. Il ghiaino deve essere di piccole dimensioni per evitare che intrappoli i detriti organici, inquinando l’acqua con prodotti della decomposizione,e non deve avere "spigoli" per evitare che i pesci si feriscano. Il ghiaino di grosse dimensioni è inoltre difficile da aspirare per la pulizia.
Al contrario, materiale troppo fine ostruisce rapidamente il flusso dell’acqua se finisce nel filtro sotto-ghiaia (se questo è presente).
Prima di aggiungere il ghiaino all’acquario lo si deve risciacquare con acqua corrente più volte, fino a che l’acqua di risciacquo appare limpida.
La quantità di ghiaino può essere di circa 4-5 cm di spessore se non si usa un filtro sotto-ghiaia, altrimenti deve essere di 6 cm.




Arredo

I vari elementi decorativi da aggiungere alla vasca, se ben arrangiati, possono trasformare una semplice vasca di vetro in un bellissimo elemento dell’arredo, ma per prima cosa bisogna tener presente il benessere dei pesci. Non si deve sovraffollare la vasca di rocce e legni, cosa che rende difficile la pulizia e può causare problemi ai pesci. Si deve anche tenere presente che oggetti voluminosi tolgono acqua ai pesci: maggiore è la quantità di oggetti, minore è l’acqua che la vasca può contenere. Gli elementi dell’arredo hanno anche l’importante funzione di fornire ai pesci rifugi e nascondigli, la cui presenza è indispensabile al benessere di molte specie. In caso di specie aggressive, la presenza di nascondigli evita che specie più timide vengano eccessivamente molestate e stressate, favorendo una più pacifica convivenza.L’arredo va scelto con attenzione perché può causare molti problemi. Le rocce possono con il tempo disgregarsi e rilasciare particelle inquinanti, in particolare metalli pesanti. Certe rocce, come quelle contenenti carbonato, possono aumentare la durezza carbonatica dell’acqua. Alcuni legni possono rilasciare tannini, che diminuiscono il pH. Se gli oggetti contengono aperture, o non sono collocati con cura, possono intrappolare i pesci. Gli allestimenti delle rocce per creare grotte possono crollare ferendo i pesci.


Rocce

Le rocce oltre che avere funzione decorativa possono essere utili per dividere lo spazio in modo da permettere ai pesci di nascondersi dai soggetti più aggressivi. Nei negozi specializzati si trovano rocce già pulite perché non si sbriciolino e che possono essere utilizzate con sicurezza perché non alterano il pH e la durezza dell’acqua, come granito e ardesia. Si possono utilizzare anche alcuni sassi di fiume,  che però devono essere scelti accuratamente secondo alcune caratteristiche fisiche e dopo averli accuratamente puliti e lasciati ad asciugare al sole possono essere utilizzati.


Legni

I pezzi di legno sono un ottimo elemento decorativo e nei negozi specializzati ve ne sono di molti tipi e dimensioni, sia naturali - trattatati perché non galleggino - che artificiali. I legni prima di essere inseriti nell'acquario devono essere fatti affondare in un contenitore oppure essere bolliti. Se dopo averli lasciati immersi nell’acqua non restano a fondo si possono ancorare alle rocce. Poiché alcuni tipi di legno possono rilasciare nell’acqua sostanze che ne alterano il pH, come i tannini, perciò si devono controllare sempre i valori chimici dell'acqua e eventualmente sostituirli.
 

Altri elementi decorativi

Oggetti della casa o altri tipi di oggetti non specificatamente ideati come decorazioni per acquari possono contenere vernici o parti metalliche che rilasciano nell’acquario particelle tossiche, mortali per i pesci, pertanto è bene evitare di utilizzarli per non correre rischi inutili.
Decorazioni da acquario come forzieri del tesoro, anfore, castelli, sirene, navi affondate, scheletri, conchiglie finte, sono in genere di dubbio gusto e non migliorano affatto l’aspetto dell’acquario, perchè innaturali.
Non si devono usare come elementi decorativi conchiglie trovate sulla spiaggia: possono contenere batteri nocivi oppure nel tempo possono rilasciare sale, che in quantitativi alti può essere letale per i pesci di acqua dolce.

GUIDA: Acquisto della vasca e degli accessori

La scelta delle dimensioni varia secondo le possibilità economiche e di spazio. È importante tenere presente che, anche se può sembrare il contrario, più piccolo è l’acquario più è difficile mantenervi condizioni ambientali adeguate perché in caso di problemi i parametri dell’acqua si alterano molto più rapidamente. Di conseguenza è preferibile comprare l’acquario più grande che ci si può permettere in termini di spesa e di spazio, tenendo conto anche della possibilità di trovare una sistemazione adeguata in rapporto al peso: gli acquari più sono grandi più, ovviamente, sono pesanti.Le dimensioni della vasca variano con il numero e le dimensioni dei pesci che intendiamo introdurvi, ma anche con la specie di pesce. In generale si consiglia un determinato numero minimo di litri per centimetro di pesce (coda esclusa); 8-10 litri per 2,5-3 cm di pesce sono sufficienti nel caso di piccoli pesci come piccoli ciclidi e ciprinidi tropicali, ma nel caso dei ciclidi più grandi ne sono necessari almeno 18 e i ciprinidi d’acqua fredda, come i pesci rossi, ne richiedono il doppio. Ne consegue ovviamente che in una vaschetta di piccole dimensioni il numero di pesci che possono vivere adeguatamente è molto piccola. Nel calcolare il numero di pesci occorre tenere anche presente la crescita dei pesci.
l design è importante per quanto riguarda il rapporto tra il volume dell’acqua e la sua superficie. Maggiore è la superficie, migliori sono gli scambi gassosi e l’areazione dell’acqua, pertanto acquari alti e stretti sono sconsigliabili. Tali acquari possono inoltre essere difficili da pulire e decorare per l’impossibilità di raggiungere il fondo con le mani.
Quando si calcola lo spazio a disposizione per sistemare la vasca si devono sempre tenere in mente una ventina di centimetri in più per la sistemazione dei vari apparecchi e la manutenzione.
G
li acquari possono essere forniti con un coperchio che contiene le lampade, il vassoio per la raccolta dell’acqua di condensa e aperture per il passaggio di cavi e tubi per i filtri e le pompe. In caso contrario il coperchio va acquistato separatamente e quindi allestito con l’occorrente.Il nuovo acquario va testato per la presenza di eventuali perdite ponendolo sopra dei fogli di carta da giornale e riempiendolo d’acqua. Se dopo 24 ore la carta è bagnata significa che vi sono perdite.
Se si decide di porre l’acquario sopra un mobile, questo deve essere particolarmente robusto e perfettamente livellato. È quindi preferibile acquistare gli appositi mobili per acquari, perché quelli di casa possono rovinarsi con il peso della vasca piena d’acqua.


Dimensioni della vasca e capacità

Dimensioni in cm
Volume in litri
Peso dell’acqua in kg
60 x 30 x 30
55
55
60 x 30 x 38
68
68
90 x 30 x 30
82
82
90 x 30 x 38
104
104
120 x 30 x 30
109
109
120 x 30 x 38
136
136


Oltre alla vasca, e all’eventuale mobile di sostegno, occorre comprare una serie di accessori:

- coperchio (se non è compreso nella vasca);

- filtri (compreso il materiale dei filtri come carbone attivo, cannolicchi, lana di perlon ecc.);

- luci;

- riscaldatore;

- termometro;

- biocondizionatori;

- substrato;

- elementi di arredo (legni, rocce, ecc.);

- piante;

- raschietti per la pulizia dei vetri (calamitati e a lama).

Altre cose necessarie son una retina per prendere i pesci, alimenti di vario tipo, i kit per testare la qualità dell’acqua (possibilmente test a reagente), taniche nuove e mai venute a contatto con detergenti, sifoni e tubi per il ricambio dell’acqua.


GUIDA: La collocazione della vasca

Il primo passo nell’allestimento dell’acquario è la scelta della collocazione, da fare prima di qualunque altra operazione. Una volta riempito e allestito, l’acquario è molto pesante e per spostarlo lo si deve svuotare, pertanto il posto va scelto in anticipo con cura.
Una sistemazione non corretta può comportare diversi problemi di gestione. L’acquario necessita in genere di una temperatura stabile in quanto variazioni brusche della temperatura dell’acqua influiscono negativamente sui pesci, in particolare sul loro sistema immunitario. Il sistema di riscaldamento può non riuscire a mantenere un’adeguata temperatura se la stanza è molto fredda. Una stanza troppo calda al contrario causerà un eccessivo aumento di temperatura, con altri effetti negativi legati in particolare al maggior consumo di ossigeno. La luce solare diretta può scaldare in modo pericoloso l’acqua, pertanto la sistemazione accanto ad una finestra o in punti in cui batte il sole in generale è da evitare. La luce solare inoltre determina una proliferazione eccessiva di alghe.
Le porte possono rappresentare un pericolo sia per le correnti d’aria sia per la possibilità che le maniglie sbattano contro il vetro, rompendolo.
 
L’acquario va ovviamente collocato in una zona dove può essere visto, ma un movimento eccessivo di persone (o di animali come cani e gatti) può spaventare i pesci e stressarli, con conseguenze molto nocive per la loro salute. I bambini in particolare possono rappresentare un fastidio per i pesci o addirittura un pericolo, non solo spaventandoli ma anche gettando vari oggetti o sostanze più o meno pericolose nell’acqua, comprese dosi massicce di mangime, o giocherellando con il regolatore del riscaldatore e "cuocendo" i pesci.
L’acquario va appoggiato su un ripiano ben solido, impossibile da rovesciare se qualcuno inavvertitamente vi sbatte contro. Una vasca piena d’acqua è molto pesante e va posta su un sostegno in grado di reggerne il peso, cosa che in genere i mobili di casa non sono in grado di fare, soprattutto per le vasche più grandi (per questo motivo di solito insieme all’acquario si acquista l’apposito mobile di sostegno). La vasca deve essere su un piano perfettamente orizzontale, altrimenti con il tempo può rompersi; una livella può essere molto utile per verificare la sistemazione.
È bene lasciare sufficiente spazio intorno alla vasca per raggiungere senza difficoltà tutte le pareti, per permettere la pulizia esterna dei vetri o asciugarli in caso di necessità e per maneggiare agevolmente tubi e cavi.Nelle vicinanze devono essere disponibili delle prese elettriche in buone condizioni per inserire le varie apparecchiature. Può essere eventualmente utile richiedere l’assistenza di un elettricista per installare un pannello con prese multiple a regola d’arte.




 

7 ottobre 2012

GUIDA: Le tipologie di acquari

Gli acquari possono essere sommariamente divisi in tre categorie, l'acquario di acqua dolce, l'acquario marino e l'acquario di acqua salmastra.
  • L'acquario di acqua dolce è di gran lunga il tipo più diffuso e anche i piccoli negozi di animali spesso vendono alcune specie di pesciolini d'acqua dolce come pesci rossi, Guppy o Scalari. Anche se la maggior parte degli acquari d'acqua dolce sono allestiti come acquari di comunità dove vengono allevati pesci di varie specie che possono convivere pacificamente, molti acquariofili scelgono di allevare una sola specie, spesso con il proposito di ottenerne la riproduzione. Tra i pesci più semplici da riprodurre in cattività ci sono i Guppy ed altri Poecelidi che non depongono uova ma partoriscono direttamente gli avannotti, ma gli acquariofili riescono a far riprodurre numerose altre specie, tra cui varie specie di Ciclidi, Siluriformi, Caracidi e Killifish.
  • L'acquario marino è generalmente più difficile da gestire e mantenere e i pesci e gli invertebrati da introdurre sono significativamente più costosi rispetto a quelli d'acqua dolce; di conseguenza questo tipo d'acquario tende ad attrarre soprattutto gli acquariofili più esperti. Tuttavia gli acquari marini possono risultare straordinariamente belli da vedere, grazie alle vivaci forme e colori dei coralli e dei pesci originari delle barriere coralline che solitamente vi si allevano. Acquari marini di zone temperate come gli acquari mediterranei non sono molto diffusi nell'acquariofilia casalinga principalmente perché non si sviluppano bene alla temperatura ambiente delle abitazioni. Un acquario che contenga specie marine di acque fredde necessita quindi o di essere collocato in stanze molto fresche come cantine non riscaldate o raffreddati artificialmente con un refrigeratore.
  • L'acquario di acqua salmastra combina insieme elementi dei due acquari precedentemente descritti, in quanto contiene acqua con un grado di salinità medio tra quello dell'acqua marina e quello di acqua dolce. I pesci che vengono allevati negli acquari di acqua salmastra provengono da habitat diversi che hanno un grado di salinità variabile, come le foreste di mangrovie e gli estuari dei fiumi e quindi non possono essere allevati costantemente in acqua dolce. Anche se gli acquari di acqua salmastra non sono molto conosciuti, in realtà un numero sorprendente di pesci abitualmente posti in commercio come pesci d'acqua dolce o marina in realtà preferirebbero un ambiente di questo tipo, tra i quali alcuni Pecilidi, diversi Gobidi, pesci palla e Scatofagidi e praticamente tutte le specie di Soleidi d'acqua dolce.
Le persone che allevano pesci sono noti con il nome di acquariofili perché il loro interesse non è rivolto soltanto ai pesci. Molti di loro allestiscono vasche in cui l'attenzione è concentrata sulle piante acquatiche piuttosto che sui pesci. Un acquario di questo tipo è conosciuto come acquario olandese, riferendosi al fatto che gli acquariofili nordeuropei furono tra i primi a progettare tali vasche. Attualmente uno dei più popolari acquariofili a dedicarsi a vasche incentrate sulle piante è il giapponese Takashi Amano. Gli acquariofili marini spesso cercano di riprodurre l'ambiente della barriera corallina servendosi di grosse quantità di rocce vive, ovvero pietre calcaree e porose ricoperte ed incrostate da alghe, spugne, vermi ed altri piccoli organismi marini. Più tardi, quando l'acquario è maturato, aggiungono altri invertebrati di dimensioni maggiori, gamberi, granchi, ricci e molluschi, oltre ad una certa varietà di piccoli pesci. Questo è il cosiddetto acquario di barriera.
I laghetti da giardino sono sotto certi aspetti simili agli acquari d'acqua dolce, ma di solito sono molto più grandi ed esposti alle stesse condizioni climatiche dell'ambiente in cui si trovano. Ai tropici è possibile allevare nei laghetti anche pesci tipici di quelle zone, ma nelle aree temperate in genere si allevano specie come il pesce rosso, la Carpa koi e altri Ciprinidi.





Fonti: Wikipedia, l'enciclopedia libera